Modigliani a Palestrina: rilanciare l’arte prima che sia tardi
di Sirio Valent
24/06/2010 Nessun commento
Apre oggi a Palestrina la mostra “Modigliani, dal Classicismo al Cubismo”: percorso inedito alla scoperta di un’artista d’avanguardia, che scompose e rimescolò tra loro l’impressionismo e il cubismo, il sacro e il pagano. Una scelta provocatoria, come lo fu il tormentato Amedeo Modigliani: ma anche una scelta obbligata per un comune ricco di storia e cultura ma quasi dimenticato dagli itinerari del turismo culturale. E con lo spettro dei tagli selvaggi agli enti locali, contenuto nella Finanziaria in discussione al Parlamento, puntare su una mostra di grido diventa anche tentativo accanito di sopravvivenza.L’arte, ovvero resistere alla crisi che verrà. Perchè è annunciata, perchè mille segni, cabalistici e non, la chiamano. Se era vero per Amedeo Modigliani, quando nel 1906 disegnava l’anima di uomini che solo dieci anni dopo sarebbero stati travolti dal carnaio della Prima Guerra Mondiale, può esser vero anche oggi, nel 2010, seppure in scala ridotta. Perchè quel che attende la cultura nel nostro paese (soprattutto quella lontana dalle solite note e “commerciali” Roma Vaticana o Firenze Uffiziale) è una crisi profonda: i tagli agli enti locali, già impacchettati nella manovra finanziaria in discussione quest’estate in Parlamento, saranno tali da indurre moltissimi sindaci a sopprimere le spese “di lusso”, a cominciare dai musei e dalle mostre, per rientrare in budget miserandi. Nei prossimi anni, sarà necessario “far da sè” nelle diverse realtà locali, ricavando in loco il denaro necessario a promuovere la cultura, la socialità, la didattica del nostro territorio.
Se ne è reso conto il sindaco di Palestrina, Rodolfo Lena, che ha deciso di rilanciare il turismo culturale del suo comune prima che la tempesta giunga anche qui. Per farlo, ha organizzato la mostra, inedita, di opere di Amedeo Modigliani nel Museo Nazionale Archeologico di Palestrina: un’iniziativa innovativa che affianca l’estro dell’artista livornese alla classicità dei marmi romano-ellenistici. L’idea nasce da una considerazione ovvia: 20-25mila visitatori l’anno, in un museo che custodisce la Triade Capitolina e il Mosaico del Nilo (tra gli altri), sono troppo pochi. L’oblio in cui vivono per tutto l’anno i tesori di questa cittadina, a soli 40 km dalla capitale, è legato alla concorrenza dei musei di Roma, forse, ma soprattutto alle poche risorse investite nella comunicazione e nella pubblicità. Palestrina deve farsi conoscere, attrarre un numero più ampio dei 10 milioni di visitatori che ogni anno arrivano, quasi in pellegrinaggio, nella città di San Pietro e Paolo. E bisogna fare in fretta, prima che il taglio dei budget soffochi i progetti d’investimento a lungo termine.
Il progetto decolla in primavera. Il Comune, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e l’associazione E20-GrandiEventi hanno lanciato l’operazione: Modigliani a Palestrina, per tutta l’estate (24 giugno – 10 settembre). Il Modigliani Institut – Archives Légales ha fornito le opere: si tratta di disegni, schizzi, sculture e quadri dell’artista livornese, in particolare risalenti al periodo giovanile e postumi.
“Siamo partiti da soli, senza chiedere fondi a Regione, Provincia o Ministero”, afferma il sindaco della cittadina laziale: una scelta tattica, che consentirà l’anno prossimo a Lena di presentarsi agli enti locali con progetti già validi e testati (se la mostra riuscirà a migliorare l’affluenza dei visitatori, naturalmente). “Da qui comincia la nostra scommessa verso Palestrina come polo culturale non alternativo, ma cooperante con Roma per la diffusione della storia, dell’arte e della cultura del nostro territorio”.
La mostra, curata da Sandra Gatti, direttrice del Museo Nazionale Archeologico di Palestrina (Palazzo Barberini), si articola su due livelli. La prima parte evidenzia gli influssi classici che agiscono sull’estetica del giovane Modigliani, affiancando nelle stesse sale teste marmoree di origine greca e romana con i ritratti su carta del livornese. Le linee pulite, sintetiche, eppure estremamente espressive mostrano molto più di una semplice somiglianza: fa quasi impressione rendersi conto che tra pietra e carta passano quasi due millenni, eppure entrambe appaiono innovative e attuali. Al secondo livello, tra i mosaici ellenistico-romani, sono esposte opere della cerchia di amici e “compagni bohemien” di Modigliani: da Pablo Picasso (amico-nemico fino all’ultimo), Tsuguharu Foujita, Kisling, Marvena, Max Jacob. E anche alcuni quadri di Jeanne Hebutèrne, pittrice e amante di Amedeo, che ne condivise la sorte drammatica suicidandosi dopo la sua morte per malattia. Un intero decennio di esperienze artistiche, di sperimentazioni, di vita al limite dell’assurdo eppure così incredibilmente vera, si concentrano in quadri, schizzi, pentagrammi scarabocchiati: l’eredità lasciata dal Bateau Lavoir, la comune artistica di Montmartre, al secolo che cambiava.
La mostra sarà aperta tutta l’estate, comprese le domeniche, tra le 9 del mattino e le 8 di sera (la biglietteria chiude alle 7): interessante il biglietto gratuito per minorenni e over65.



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