Alta moda, il nuovo lusso tra essenzialità e romanticismo casual
08/07/2010 Nessun commento
Sobrietà, eleganza, atmosfere da sogno. Sulle passerelle parigine dell’alta moda 2010 – 2011, sfila un glamour che non rincorre la spettacolarità, ma punta su linee semplici, essenziali, eppure sofisticatissime. Come nella collezione Privè di Giorgio Armani: un lusso adatto per il giorno e non solo per la sera: gonne aderenti, giacche avvitate, forme pulite arricchite da tessuti preziosi, drappeggi e gioielli. Un look semplice e completo, in controtendenza rispetto ad altri stilisti, come Lagerfeld e Galliano, che preferiscono un lusso spettacolare. Così l’alta moda diventa più portatile, adatta anche in ufficio, senza perdere la raffinatezza. E anche i colori sono essenziali: trionfano l’ambra e le tonalità cremose, dal beige al rosa, alle sfumature nocciola. E per la sera Armani preferisce il dorato che accende gli abiti fasciati a sirena.
Atmosfere da sogno sulla passerella di Valentino: sfila una moderna Cenerentola (più casual e meno fiabesca) che riesce a liberarsi dalle gabbie con stecche di balena di tulle e organza, per indossare morbidi vestiti cortissimi e portatili, arricchiti da volant e drappeggi. Ai piedi niente tacchi iper, ma pratiche ciabattine dal tacco di 6 centimetri, impreziosite da fiocchi luccicanti. Grandi fiocchi a farfalla compaiono anche sugli abiti, e i colori sono il bianco, il nero, l’avorio, il rosa cipria e il verde veleno, capace di rispecchiare la doppia anima delle giovani, romantica e dark.
La sobrietà cede il posto ai “vestiti gioiello” della collezione di Chanel, dove lo sfarzo dei ricami si intreccia alla simbologia. Così Karl Lagerfeld rende omaggio alla grande Madamoiselle Chanel (che usava spesso decorare gli abiti con il leone, suo segno zodiacale), allestendo una passerella in cui troneggia un enorme leone d’oro. Lo stesso simbolo ricompare anche in alcuni dettagli, dai bottoni ai decori. In passerella, un gioco di volumi che reinterpreta con un accento quasi militare il classico tailleur. La giacca si riduce a bolero, la seta delle camicette spunta dalle maniche ad altezza gomito, le gonne a vita alta arrivano al polpaccio. E ai piedi, morbidi stivaletti alla caviglia.
Anche John Galliano e Jean Paul Gaultier , all’essenzialità, preferiscono un lusso eccentrico. La collezione disegnata da Galliano per Christian Dior è ispirata al mondo floreale: in passerella un tripudio di petali, tulle e colori, arricchiti da tessuti preziosissimi. Gli abiti delle modelle si trasformano in fiori, con gonne da ampie corolle e tessuti sfrangiati a petali.
Sensualità e richiami al burlesque sulla passerella di Jean Paul Gaultier, che sceglie Dita Von Teese come perfetta madrina. Linee scolpite e aderenti, turbanti con il pennacchio, pizzi e visone trasformano la passerella in un vero e proprio luogo di seduzione.
Lusso sfrenato anche nella collezione di Riccardo Tisci per Givenchy: dieci modelli lavoratissimi ispirati all’artista Frida Kahlo: pizzi, perline, swarovshy e trasparenze che nascondono effetti scheletrici, una collezione dalla sensualità inquietante e quasi surrealista.



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