Aquilani in piazza: uno sguardo dall’interno del corteo
08/07/2010 Nessun commento
Che la manifestazione non sarebbe andata come tutti speravano, lo si è capito fin dall’inizio, quando i cittadini aquilani si sono trovati chiusi nel perimetro di piazza Venezia, con le camionette e le forze dell’ordine che bloccavano l’accesso a via del Corso e a via del Plebiscito. Un spiegamento di forze tale da far esclamare ad una passante: «ma questi politici da chi devono difendersi?».
Con il senno del poi, l’impressione è che la politica abbia paura della disillusione dei cittadini. Dell’abbandono in cui sono stati lasciati gli aquilani dopo una prima efficiente reazione all’emergenza. Della crisi economica che arrabbia gli italiani. Ad una manifestazione pacifica – per quanto caratterizzata da slogan molto accesi – le istituzioni hanno da subito risposto con centinaia di agenti in tenuta anti-sommossa, camionette e manganelli.
Visto dall’interno, il corteo degli aquilani era del tutto pacifico. Pretendeva risposte, questo sì. Ma non aveva manganelli, bastoni, spranghe, scudi in plexiglas, non c’era traccia di black block o di persone con il volto coperto. Niente di tutto ciò. Tra quanti hanno partecipato ieri alla manifestazione, infatti, c’erano anziani, bambini e diverse persone diversamente abili in carrozzina che non hanno voluto mancare al corteo. Tutti in piazza per sollecitare i politici italiani e i media a riaccendere i riflettori sulla situazione in cui versa il capoluogo abruzzese, una città fantasma che ancora si lecca le ferite del terremoto, fatta di palazzi lesionati e vuoti e di un centro storico puntellato e spento.
La paura adesso è che questa dell’Aquila diventi una fotografia per gli anni a venire: tutto immobile, tutto fermo.



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