Provocazione e grandi star alla Biennale Internazionale di Scultura

di Arianna Pescini


21/07/2010 Nessun commento

La città di Carrara, nel cuore delle Alpi Apuane, diventa protagonista mondiale in occasione della XIV Biennale Internazionale di Scultura, in programma fino al 31 ottobre 2010. Mostre, installazioni, progetti architettonici e performance: tutto realizzato nel famoso marmo bianco di Carrara, l’eccellenza nella scultura, il candore e la perfezione tanto amati da Michelangelo e Canova. E c’è grande curiosità per la futura performance di Vanessa Beecroft, artista italo – inglese nota per le installazioni dedicate al corpo nudo della donna. Dopo svariate esibizioni di gruppi femminili in carne ed ossa, la Beecroft si è recentemente appassionata all’utilizzo di pietre e granito. L’opera dedicata alla Biennale è attesa a settembre.

Tema conduttore della kermesse il monumento (da qui il titolo “Post Monument”), o meglio la decadenza dei monumenti e dei loro simboli nell’epoca post – 1945, con il trionfo degli ideali di libertà e democrazia. Gli oltre 30 artisti presenti alla Biennale, provenienti da tutto il mondo, reinterpretano statue e bassorilievi otto – novecenteschi o scelgono di dare libero sfogo alla loro visione del momento storico attuale. La domanda che si pongono sembra essere la stessa: in tempi mutevoli come i nostri, col riemergere di vecchi valori ed icone, torneremo a riconoscerci in nuovi monumenti?

Le opere proposte confermano la straordinaria potenzialità artistica del marmo, tanto puro e levigato da sembrare sottile come un telo di cotone. Tra queste il bambino rannicchiato al mare di Terence Koh, di un bianco accecante, e l’omaggio agli attentati al World Trade Center di New York: Cyprien Gaillard racchiude in una teca l’unico pezzo di marmo rimasto che ricopriva la lobby delle Torri Gemelle.

Partecipano alla manifestazione mostri sacri della provocazione come Paul McCarthy, che ha realizzato un mega escremento in travertino e lo ha voluto davanti all’Accademia delle Belle Arti, o Maurizio Cattelan, che aveva suscitato polemiche a livello nazionale proponendo di collocare al posto della statua di Giuseppe Mazzini, nel cuore del centro storico di Carrara, il bassorilievo rappresentante Bettino Craxi, personaggio assai meno amato da queste parti.

Tra le installazioni anche i progetti dell’archi – star Massimiliano Fuksas e di architetti come Norman Foster e Zaha Hadid, già ideatrice del nuovissimo museo Maxxi di Roma. Tema di riflessione: la contaminazione tra arte e scienza del costruire. La Hadid in particolare propone due creature marmoree ispirate alle geometrie dei fiori che “gemmano” in forme plastiche, in bilico tra scultura e architettura utopistica.

Il percorso della Biennale si snoda attraverso tutto l’abitato, in vecchi laboratori o officine del marmo dismesse, scelta voluta dagli organizzatori per ricordare la crisi che sta attraversando da tempo il settore lapideo. Qui a Carrara il prezioso materiale bianco viene estratto, lavorato e commerciato, dando da vivere a migliaia di persone. Ma l’industria sta ormai da anni perdendo quota, e con essa il lavoro artigianale.

Affiancano l’esposizione delle opere eventi culturali, mostre temporanee, proiezioni video e rappresentazioni teatrali.

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