Immigrazione, corrieri della droga e guerriglieri. Turisti alla scoperta del profondo Messico
07/09/2010 Nessun commento
Altro che sorseggiare margarita sulle bianche spiagge caraibiche all’ombra di qualche palma. In Messico sempre più turisti chiedono di “conoscere” nel profondo il paese. Così tour operator organizzano visite nei quartieri più degradati di Città del Messico, regno della malavita, o nelle aree più remote dove è possibile incontrare i guerriglieri zapatisti. E c’è anche chi si diverte a simulare il drammatico viaggio degli immigrati attraverso la frontiera americana.
L’escalation di violenza in Messico causato dalla guerra al narcotraffico ha prodotto 14mila morti e ha spinto molti governi a sconsigliare i propri cittadini nel intraprendere un viaggio nell’America centrale. Eppure, se è vero che il turismo tradizionale perde terreno, agenzie turistiche che offrono pacchetti “alternativo” vedono aumentare in maniera esponenziale i propri guadagni, grazie a chi cerca l’avventura e una pausa dalla quotidianità. Così, queste agenzie offrono viaggi in remote zone di montagna tra i ribelli zapatisti oppure tra i principali quartieri della Capitale controllati dalla criminalità organizzata.
I turisti stranieri, per lo più provenienti dall’Europa, sempre più spesso scelgono di visitare in incognito Tepito, una zona di Città del Messico famosa per lo spaccio di droga, prostituzione minorile e vendita di merci rubate. Una zona che in genere gli stessi messicani evitano per paura di essere rapinati sotto la minaccia di una pistola.
Molti turisti si spingono in zone pericolose con questi pacchetti turistici alternativi per poter comprendere appieno il vero Messico che certamente non può essere rappresentato da una località balneare come Cancun.
C’è poi chi non si accontenta. E da un’emozione forte all’altra, decide di provare la simulazione di attraversamento del confine americano, proprio come le decine di migliaia di messicani che rischiano la vita nel tentativo di superare quella frontiera che li divide dalla speranza. Così, nello stato centrale dell’Hidalgo, esiste un’agenzia gestita da residenti locali simula il pericoloso viaggio di attraversamento illegale della frontiera con gli Stati Uniti.
Nel “Parco Alberto” si può trascorrere un intenso sabato notte da clandestini tra le urla dei bordel-patrol, gli agenti di frontiera statunitensi, e le indicazioni di coyotes e polleros, le guide esperte che conducono, chiedendo lauti compensi, i migranti fino alla frontiera. Né cibo né acqua, come nella realtà.
La camminata costa 10 euro e dura poco più di 4 ore, sempre che non ci si faccia catturare prima dalle guardie di confine e portati via sui camion. Non un gioco e nemmeno un reality. Per gli abitanti del posto è un modo per far girare l’economia e per far capire il dramma dei migranti. Ma scommettiamo che i turisti lo facciano esclusivamente per spirito d’avventura.
Non è chiaro, comunque, se questo nuovo trend possa fornire effettivamente un impulso positivo per il settore turistico del Messico, che rappresenta circa il 9% del Prodotto interno lordo del paese latinoamericano.



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