Inception, tra sogno e realtà
08/11/2010 Nessun commento
Entrare nei sogni di qualcuno. E rubare i segreti più nascosti della mente. Scendere nelle viscere del subinconscio dove tutto diventa imprevedibile. È Inception, uno dei film più apprezzati della stagione.
Per Dom Cobb, personaggio interpretato da un bravo Leonardo DiCaprio, è semplice entrare nella mente degli altri: è un abile estrattore di sogni. Avvalendosi delle capacità di geniali architetti in grado di disegnare scenari onirici complessi nelle quali inscenare dei veri e propri furti all’insaputa del sognatore di turno, ruba idee e segreti direttamente dal subconscio. Basta un sedativo e qualche elettrodo.
Un importante magnate giapponese, dopo essere stato vittima di un tentativo di furto nel sogno, commissiona a Cobb di instillare un’idea nel subconscio di un giovane che sta per diventare unico erede di una potente multinazionale.
La trama del film, essenzialmente d’azione, si sovrappone ad una intensa e sconfinata storia d’amore che non si ferma davanti alla morte della donna amata, ma prosegue ossessiva nei ricordi. E proprio nella mente Cobb ha costruito il suo luogo fantastico dove vivere con la propria moglie e dove ama tornare la notte per ritrovarla splendente e caparbia come quando era viva.
Per la sua prima prova Christopher Nolan sceglie un soggetto davvero impegnativo: l’architettura dei sogni e il subconscio come universo parallelo, che ad un certo punto rischia di confondersi con la realtà. Tuttavia la trama, seppur gradevole, non originalissima. Inception diviene una via di mezzo tra la classica trama dei film con grande furto, come Ocean’s Eleven e The Italian Job, e la mitica trilogia di Matrix. Per questo Inception, suppur partendo da buoni presupposti, non può essere definito un capolavoro. Troppi dejavu in una trama complessa e ben articolata.
Tuttavia, la forza del film è racchiusa negli effetti speciali che danno vivacità e ritmo alla pellicola di fronte ad una realtà che riesce a contorcersi su se stessa, modificandosi superando i limiti della fisica e della logica. D’altronde siamo nel subinconscio dove tutto è possibile, anche morire. Morire per risvegliarsi e scoprire di aver vissuto solo un sogno.



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