Wikileaks: “Il re è nudo!”…ma non succede niente

di Sirio Valent


29/11/2010 1 commento

“Le imminenti rivelazioni di Wikileaks saranno l’11 settembre della diplomazia mondiale perché faranno saltare tutti i rapporti di fiducia tra gli Stati” (Franco Frattini, 27 novembre 2010). Siamo seri: davvero crediamo che i rapporti di fiducia tra gli Stati – posto che esistano – si basino sulla cortesia tra diplomatici? Che il trattato Start 2 sia frutto della socievolezza a tavola di Medvedev e Obama? O che le barzellette aiutano ad aprire all’economia nuovi mercati e ad attrarre capitali? E’ quantomeno ingenua come prospettiva.

I leader mondiali sono interessati ai rapporti di forza che corrono tra loro, e su questi basano le loro scelte (vivaddio!!!), tralasciando la simpatia, la fiducia personale o le beghe personali. Lo affermava già Von Klausewitz, prima di lui un altro furbetto di nome Sun Tzu. E come dargli torto.  Contano le armi, il potere economico, i nodi geografici strategici, la demografia: questi sono gli elementi che condizionano davvero le scelte di lungo periodo degli Stati, non certo la vicinanza tra ambasciatori (che, per mestiere, sono spie: devono quindi sorridere agli ospiti di casa e poi raccontare la versione “sporca” ai propri superiori).

In verità, i governi citati da Wikileaks hanno paura di perdere consensi, apparendo molto meno considerati all’estero di quanto non proclamino in tv. Esempio pratico: mettiamo che il premier di un paese membro del G8 e alleato dell’America (l’Italia, tanto per dirne uno) sia, secondo le indiscrezioni in via di pubblicazione su Wikileaks, un puttaniere agli occhi di Washington. Uno corrompibile, oppure semplicemente troppo perso negli affari personali da non essere rilevante sul piano internazionale. L’opposizione non perderebbe l’occasione ghiotta: “come si permette il premier di umiliare così il nostro paese? Perché l’Italia (sempre per amor di esempio) dev’essere etichettata come Repubblica delle banane all’estero?”. Domande legittime, in fondo, anche se tardive. E forse – ma il condizionale è d’obbligo – parte dell’opinione pubblica ne sarebbe inorridita, e qualche indeciso o un raro sostenitore del governo potrebbe cambiare idea. E con ciò? Come cambiano gli equilibri di forza a livello internazionale? Cosa succede al malcapitato paese?

Al massimo, cade Berlusconi (sempre restando sull’esempio, naturalmente): praticamente inutile, visto l’andazzo dell’ultimo mese -lui stesso parla di elezioni anticipate per farsi subito rieleggere con consensi plebiscitari. E comunque l’Unione Europea continuerebbe a vivere tranquillamente, la Nato anche, l’Italia arrossirebbe un po’ (ne siamo poi sicuri?) ma con un filo di phard nasconderebbe tutto. Chi resta, i terroristi islamici? Certo, potrebbero essere davvero diabolici e mandare al buon premier un pacco bomba sotto le mentite spoglie di una bambola gonfiabile, meglio se parente almeno alla lontana del presidente egiziano Mubarak. Quello si, sarebbe destabilizzante per il nostro paese. Scoprirebbe che anche il nostro premier supermacho può essere f****to.

Qualcuno potrebbe dire: se loro parlano male di noi, ci arrabbiamo e li piantiamo in asso. Geniale. Stiamo parlando, noi italiani, degli Stati Uniti d’America. Piantarli in asso sarebbe forse la cosa peggiore in assoluto per il governo, che con loro cerca di mostrare la propria potenza diplomatica (da dimostrare ancora), e la scelta forse migliore per i ragazzi in divisa inviati a Herat. In ogni caso, una via impraticabile. Cosa fare allora? C’è l’imbarazzo della scelta. Una lettera di protesta decisamente indignata. Pregare il Papa di comminare una penitenza da 10 avemarie e 5 paternoster per un mese a tutto il personale della Casa Bianca. Un buffetto sulla guancia al pentito Obama (che potrebbe anche ricambiare, se ripensiamo alla storia delle pessime avances di Silvio a sua moglie Michelle). O forse dichiarare l’embargo dalle merci americane, o dai suoi capitali, o il divieto di fare affari tra Italia e Usa. A Bossi piace (basta mischiarsi con quel terrone…),Tremonti sconsiglia, il momento non è dei migliori.

One Comments to “Wikileaks: “Il re è nudo!”…ma non succede niente”
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