Speciale Sanremo – Tra comicità e canzoni scadenti
16/02/2011 Nessun commento
Inizia male il Festival con una banalissima Antonella Clerici che ci racconta i fatti suoi con sua figlia sulle ginocchia. Poi, per fortuna, arrivano le canzoni. Ma non sorprendono. Nel Festival di Gianni Morandi ci si aspettava di più per qualità, ma si salva grazie a Luca e Paolo.
Madonia con Franco Battiato – voto 5 e mezzo – Canzone anonima scritta da un semisconosciuto. La presenza di Battiato non cambia il risultato. Anzi, lo peggiora. Scende dal cielo come il dio della musica e poi canta e suona con superficialità. Poteva rimanere a casa.
Anna Oxa – voto 3 – Oramai sono anni che la Oxa non riesce a scrivere una canzone che si possa ricordare. Di quest’ultima non si capiscono le parole e la musica ha qualcosa di già sentito. Non ci si meraviglia più che viene costantemente eliminata al primo turno.
Max Pezzali – voto 6 – Sono lontani gli anni delle canzoni adolescenziali. E forse sono lontani gli anni dei grandi successi. Ma la canzone funziona. È certamente la più orecchiabile. Peccato per il testo: banale. Non che Pezzali sia mai brillato per l’originalità, ma ci si attendeva di più dalla saggezza degli anni che passano. D’obbligo eliminare quel vestito da giovane vecchio.
Roberto Vecchioni – voto 6 e mezzo – La canzone non graffia ma Vecchioni dopo anni conferma di essere ancora in grado di produrre canzoni di buon livello e di interpretarle con la giusta e dovuta energia.
Tricarico – senza voto – Ancora una volta, l’outsider del Festival non è classificabile. Stona, tanto per cambiare. Ma poco importa. A lui si perdona tutto. E la canzone: un colpo di genio infantile
Al Bano – voto 4 e mezzo – Basta! È sempre lui, è sempre tutto uguale. Sta volta il testo è impegnato ma la canzone non si ricorda e annoia. Con la voce che si ritrova dovrebbe trovarsi un buon autore.
Nathalie – voto 6 – Bella e suggestiva. Direttamente da X-Factor, la cantante dai capelli rossi dimostra ancora una volta di avere la stoffa. Forse l’emozione non le consente di uscire ma certamente la canzone non è all’altezza del suo singolo precedente. Per bravura meriterebbe la vittoria
Modà con Emma – voto 5 e mezzo – Ecco il gruppo “blindato”. Candidati alla vittoria prima ancora di sentire la canzone. Il motivo? È semplice: pubblicità a pioggia su 3 delle principali radio private nazionali e la presenza di Emma che garantirebbe consensi dal popolo del televoto. Ma in concreto la canzone è così così, ma molto sanremese. Una noia
Davide Van De Sfroos – senza voto – Non si capisce bene cosa c’entri in questa manifestazione musicale. Forse ha sbagliato indirizzo: era meglio andare al Festival della musica Lumbard. Avrebbe vinto sicuramente. Il testo è quasi del tutto incomprensibile, ma la musica (banale) funziona.
Patty Pravo – voto 5 – Elegante come sempre e nemmeno svociata. Ma la canzone è terribile. Il testo peggio.
Giusy Ferreri – voto 3 e mezzo – Pessima canzone. Senza capo né coda. E lei per aiutarsi esagera con l’interpretazione, divenendo la parodia di se stessa. Peccato perché la qualità non le manca. Forse le manca una buona produzione
Anna Tatangelo – voto 5 e mezzo – Eliminata a sorpresa, rientrerà molto probabilmente con il ripescaggio. La canzone è scadente ma non più delle altre. Però unica parola che si ricorda è “bastardo”. Il look alla Rihanna non paga. La Tatangelo non riesce ad essere realmente aggressiva e quindi rischia di diventare grottesca.
La Crus – voto 2 – Meglio non commentare. Peggio della Ferreri. Canzone senza capo né coda. E la presenza della cantante lirica sul finale non c’entra nulla. Lei entra in scena furtiva e con l’occhio allucinato, lui, con le sue sembianze vampiresche, entra in estasi. Risultato? Patetici.
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario – voto 6 – La canzone è una delle più banali. Il ritmo è di una semplicità spaventosa. Ma per Sanremo forse è il pezzo più adatto. Lei è sconosciuta ma dà realmente quel tocco in più che fa superare alla prestazione di Barbarossa (canora e musicale) la soglia della sufficienza.
Gianni Morandi – voto 6 – Non al meglio, ieri sera. Forse fa un po’ fatica nelle strette maglie create dagli autori. Può solo migliorare.
Belen e Canalis – voto 5 e mezzo – Belle son belle. Solo che ieri sera sembravano due scolarette al primo giorno di scuola. Belen si fa apprezzare per il tango. Al di là della bellezza può far strada. La Canalis, invece, al di là della bellezza (forse vagamente anoressica) non va. È un tronco e non si scalda. La sua posa plastica, come la tinta dei capelli, la rendono una statuina di cartongesso.
Luca e Paolo – voto 10 – La cosa migliore vista al Festival. Anche se l’inizio non è stato dei migliori, la parodia della canzone di Morandi e le battute finali su Berlusconi e la Rai hanno fatto ridere tutti. Un’ottima scelta che supplirà la mancanza di canzoni di qualità di quest’anno.
Antonella Clerici – voto 0 – Dalle stelle alle stalle. Il Festival inizia con lei che parla con la figlia di un anno e le racconta le emozioni della scorsa edizione. “Chissenefrega” non lo ha gridato nessuno dalla platea?



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